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Contribuire a un patrimonio di conoscenze scientifiche per la conservazione dei nostri mari: Celebrare la Giornata mondiale degli oceani, tutti i giorni dell’anno

Il Gruppo di ricerca sulla biologia della conservazione del Dipartimento di Biologia della Facoltà di Scienze dell’Università di Malta (CBRG-UM) evidenzia alcuni dei gravi problemi dei nostri mari e le sfide che devono essere superate per sostenere la ricerca a lungo termine e la gestione efficace per la conservazione delle specie marine.

I cambiamenti climatici e l’inquinamento sono solo due dei numerosi impatti sulla vita marina, che a loro volta influiscono sui servizi e sulle funzioni dell’ecosistema marino che sostiene la vita sul planeta. La Giornata mondiale degli oceani è quindi importante per ricordare a molti che il pianeta blu ha bisogno che ci prendiamo cura di tutte le parti blu del nostro mondo, anche quelle lontane dalla vista, oltre al verde la cui scomparsa è evidente ogni giorno. 

L’esperienza di questo gruppo di ricerca, guidato dalla Prof.ssa Adriana Vella, ha fatto molte scoperte, come la prima segnalazione scientifica di balenottere nelle acque costiere maltesi nel 2007, nell’ambito di ricerche a lungo termine su delfini e balene, tartarughe e molte altre specie marine intorno alle nostre isole. Questa esperienza e competenza è stata applicata alla ricerca scientifica oltre le acque maltesi, in altre regioni del Mediterraneo, per favorire la diffusione la conoscenza di queste specie vulnerabili nelle acque italiane e greche dove la ricerca sul campo è limitata o assente.

Il progetto Interreg Italia-Malta SEA MARVEL è un altro frutto della collaborazione di ricerca regionale che coinvolge il CBRG-UM e un gruppo di ricerca dell’Università di Catania, guidato dal Prof. Iuri Peri, per ampliare la ricerca sul campo nel Mediterraneo centrale. Ciò è necessario se si considerano le crescenti pressioni in questa regione a causa del traffico navale, del rumore ed altre forme di inquinamento, tra cui la plastica e i rifiuti, la pesca eccessiva da parte di vari Paesi, l’aumento delle specie esotiche che incidono sulle specie locali.  I ricercatori di SEA MARVEL dell’Università di Malta, guidati dal Prof. Vella, hanno condotto e continuano a condurre ampie indagini marine e aeree per studiare lo stato della vita e dell’ambiente marino maltese, coinvolgendo anche le parti interessate a contribuire con la propria esperienza e gli avvistamenti in mare.

Nell’ambito delle attuali ricerche da parte del CBRG-UM, i marittimi sono invitati a segnalare eventuali avvistamenti per integrare il monitoraggio a lungo termine di varie specie marine, tra cui delfini, balene e tartarughe, mediante l’Avviso ai marittimi n. 017 del 2022 da parte di Transport Malta.

Chiunque voglia contribuire con ulteriori dettagli può anche compilare un modulo di avvistamento su Google specifico per i tursiopi e le tartarughe marine che si trovano nelle acque maltesi.

Si ricorda agli utenti del mare che queste specie sono legalmente protette e che le imbarcazioni devono tenersi a distanza da delfini e tartarughe per evitare di danneggiarli. Le ricerche in corso hanno registrato una crescente perturbazione e cambiamenti nelle acque costiere, con una limitata gestione integrata delle zone costiere, che possono quindi influenzare negativamente i loro comportamenti naturali. Un altro punto debole da risolvere è la mancanza di attuazione di piani e di applicazione per salvaguardare le numerose specie marine che rischiano chiaramente di estinguersi o che sono state riconosciute come legalmente protette nelle acque locali.

Una ricca biodiversità marina significa resilienza e sopravvivenza delle specie che contribuiscono ai meccanismi che non solo mantengono vivo il mare, ma mitigano i problemi del pianeta, come il cambiamento climatico. È quindi necessario acquisire le conoscenze per capire e contribuire alle migliori decisioni e misure di conservazione, dal livello locale a quello globale, con studi dettagliati che considerino le specie, gli habitat e gli ecosistemi.

La cernia imbrunita, Epinephelus marginatus, è un esempio che può evidenziare il contrasto tra la mancanza di sensibilizzazione del pubblico e le urgenti necessità di conservazione.  Sebbene questa specie rivesta un’importanza economica a livello locale nell’industria della pesca e sia considerata una prelibatezza culinaria, il pubblico spesso non è a conoscenza del suo eccessivo sfruttamento che ha causato una pericolosa riduzione degli stock. A ciò si aggiunge il fatto che queste cernie sono predatori di alto livello con un comportamento territoriale, per cui cadono facilmente vittime dei pescatori subacquei e di altre attività di pesca costiera. Oltre alla rimozione diretta di individui dalla popolazione in diminuzione, il pescare cernie prima della maturità sessuale ha un forte impatto sulla crescita futura della popolazione. Di conseguenza, la cernia crepuscolare è classificata come “specie a rischio ” nel Mediterraneo dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

La conservazione delle cernie a crescita lenta richiede dettagliati dati di ricerca a lungo termine sulla popolazione, insieme a dati accurati e imparziali sugli sbarchi di pesce e a politiche migliori per garantire una protezione efficace. Da anni il CBRG-UM si dedica a tale compito, utilizzando anche la genetica per approfondire lo studio di questa specie. Attraverso numerose indagini subacquee, sono state studiate la presenza, l’abbondanza e la distribuzione di questo pesce nelle acque costiere maltesi. Sebbene questa specie possa crescere fino a 1,5 m, la distribuzione delle dimensioni corporee ha raggiunto un picco di 20-25 cm e sono state registrate solo poche cernie di dimensioni superiori a 55 cm.

Pertanto, fino a quando questa specie rimarrà nell’elenco delle specie target della pesca, è urgente aumentare il limite minimo di cattura per questa specie a oltre 49 cm, che è riportato come la lunghezza media a cui le femmine raggiungono la maturità, insieme a zone di divieto di cattura nelle aree marine protette locali per garantire la possibilità agli esemplari più grandi di riprodursi. Entrambe strategie sono essenziali per l’abbondanza e la conservazione della cernia crepuscolare nelle acque costiere maltesi. La specie è già protetta in molte altre acque del Mediterraneo.

Mentre le cernie sono in declino, pesci alieni invadono i nostri mari, come il pesce palla e il pesce leone, che sembrano avere pochi potenziali predatori, a parte le cernie.  Tali questioni sono state infatti discusse durante il 2° Simposio internazionale sul pesce palla e il pesce leone nel Mediterraneo tenutosi in Turchia, dove la Prof.ssa Vella è stata invitata a parlare, oltre a contribuire alle raccomandazioni emerse.

Il progetto SEA MARVEL contribuisce anche alla ricerca sugli alieni e alla loro efficace individuazione e mitigazione per salvaguardare la biodiversità marina locale. Le tecniche innovative sviluppate per informare e reagire in modo efficiente alle nuove sfide sono alla base del futuro della conservazione e il CBRG continua a contribuire a questa trasformazione.

La Giornata mondiale degli oceani incoraggia tutti a pensare a come partecipare all’azione collettiva per la conservazione dei nostri mari/oceani, dall’evitare di smaltire i rifiuti sulle coste o in mare, all’informare tempestivamente i ricercatori dedicati da tempo degli eventuali avvistamenti.

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